ioMIriattivo è un progetto finalizzato all’inclusione sociale e lavorativa. Consiste nella ri attivazione di persone che si trovano in condizione di fragilità. Consiste in un percorso di counseling e presa in carico integrata finalizzato all’inclusione lavorativa e nella attivazione di una rete di attori sul territorio che agevoli percorsi di inserimento lavorativo attraverso il coinvolgimento di organizzazioni del terzo settore, enti accreditati alla formazione e ai servizi per il lavoro, scuole e associazioni di volontariato che operano sul territorio.

Le attività si svolgono a Milano, nei quartieri del Municipio 2, con il patrocinio della Città metropolitana di Milano, Municipio 2, in collaborazione con l’associazione Amici della Casa della Carità, la Casa della Cultura Islamica di Via Padova, gli sporteli di ascolto della Caritas e della Diaconia di Mllano Nord, l’Associazione “Catena in Movimento”.  I partner del progetto sono ItaliaIndustria, Ente di formazione e servizi al lavoro, Fondazione ENGIM ed ENGIM Lombardia, UMANA Spa, Il progetto è coordinato dall’Associazione Milano Positiva e da C21, centro di ricerca per l’innovazione economia e sociale . 

ioMIriattivo si rivolge alle persone in particolare situazione di fragilità e di disagio sociale, che spesso restano fuori dall’accesso alle misure di welfare per mancanza di informazioni, di reti sociali o di competenze personali.

Attraverso il servizio di ascolto e di counseling si stabilisce una relazione di fiducia con l’utente, lo si mette a conoscenza delle differenti opportunità disponibili utili a costruire un primo progetto personalizzato di accesso al mondo del lavoro. Il servizio viene attivato nelle zone di maggiore marginalità per intercettare i target che spesso sfuggono alle attività dei soggetti accreditati da regione e enti pubblici ai servizi al lavoro e alla formazione.

L’attività di orientamento e counseling è affidata a operatori qualificati e con esperienza nell’ambito dei servizi al lavoro e alla formazione. Si avvale di mediatori culturali e prevede una prima attività di ascolto a cui segue il counseling individuale e l’accompagnamento alle successive misure di inserimento lavorativo.

Il progetto consente inoltre di intercettare e definire i bisogni che emergono dai territori e   La fase finale consiste nell’attività di monitoraggio del livello di soddisfazione dell’utente, nella valutazione dei risultati, e nella restituzione del progetto alla comunità e ai partner con iniziativa pubblica nel territorio.

Milano negli ultimi anni è cambiata nella sua struttura demografica, economica e sociale. In questi anni è cresciuta l’economia e sono progressivamente cresciute la disuguaglianze e le povertà educative, lavorative e relazionali. Sono mutate le fragilità e i bisogni, sempre più complessi e multidimensionali. Sono aumentati anche i fenomeni di esclusione e di marginalità sociale.

Il progetto si concentra sul territorio del municipio 2 nel quale la concentrazione di stranieri è superiore alla media della città metropolitana coinvolgendo associazioni del territorio e comunità di migranti che da sempre operano per la coesione sociale della comunità.

Buona parte degli interventi di contrasto all’esclusione e alla marginalità nell’ambito del welfare locale e nazionale fanno leva sulla coesione sociale, sull’inclusione lavorativa e sulla formazione, e si strutturano in opportunità e servizi gestiti direttamente da strutture pubbliche o da soggetti accreditati.

Le politiche per il lavoro oggi consistono percorsi formativi finalizzati a dare alle persone competenze utili a lavorare, un sostegno alla ricerca attiva di impiego e un accompagnamento all’inserimento lavorativo. La maggior parte delle misure attivate ha l’obiettivo di colmare la distanza tra le skills della persona e la domanda delle aziende.

L’incontro tra la domanda e l’offerta per le fasce più fragili resta difficile, sia per il mismatch di competenze, soprattutto per la difficoltà di accesso ai programmi di inserimento sociale attraverso il lavoro.

Per accedere ai programmi di welfare occorre avere le informazioni necessarie e disporre di una rete che faccia circolare queste informazioni in maniera corretta, attraverso meccanismi di fiducia che le pratiche di diffusione di oggi, web e social, non sempre garantiscono.

Questa situazione è visibile in particolare in alcuni contesti “periferici” delle nostre città, dove è possibile cogliere le contraddizioni e le fragilità del tessuto sociale e sperimentare  soluzioni concrete mirate a rafforzare la comunità e le relazioni positive che ne garantiscono la coesione.

Il tema dell’orientamento al lavoro dovrebbe andare oltre il passaggio all’interno del percorso educativo e tra la scuola e il lavoro, ed andrebbe considerato una parte essenziale del percorso di politiche attive sia per il lavoro che per la formazione. I percorsi codificati all’interno dell politiche attive prevedono fasi di “presa in carico” e di autovalutazione finalizzati a progettare percorsi di formazione e di lavoro pensati per contesto che oggi è cambiato e cambia con grande rapidità. Oggi quasi tutti gli esperti di politiche di welfare e coesione concordano sul fatto che la prima e più efficace politica per il lavoro è l’istruzione o la formazione professionalizzante, all’interno di un processo che prevede una serie di transizioni lungo tutta la carriera lavorativa delle persone, che ormai cambiano lavoro o modo di lavorare più volte nella loro vita attiva.

L’orientamento va quindi pensato come un processo formativo in cui si danno alle persone gli strumenti per informarsi, aggiornarsi, decidere e progettare percorsi di successo sostenibili e consapevoli. Questi strumenti sono le competenze, le capacità e le abilità (skills in senso lato) necessarie per l’empowerment delle persone lungo tutta la loro carriera professionale e sono fondamentali nella gestione di tutte le fasi di passaggio. Si pensi ad esempio alle interruzioni del percorso causate da una malattia o dalla necessita di prestare cure familiari, o alla maternità o a situazioni di momentanea espulsione dal mondo del lavoro.

Oggi si stima che le persone cambino lavoro in media ogni otto anni. L’innovazione spinta dalla tecnologia e dal digitale impatta sul mondo del lavoro e sul modo di lavorare e rende meno lineare che in passato la carriera professionale, per cui è essenziale avere gli strumenti per gestire e progettare le transizioni del percorso dovute al contesto economico e alle vicende personali.

Una parte di chi avrebbe bisogno di accedere ai servizi di welfare e di reinserimento lavorativo ne resta oggi escluso. Paradossalmente questa situazione vede coinvolti proprio i soggetti più fragili e che più avrebbero necessita di acceder a queste misure.

I motivi principali di questa contraddizione consistono:

  • nella non conoscenza dell’esistenza dei progetti;
  • nel non sapere come accedere alle opportunità;
  • nel non possedere le competenze necessarie ad accedere;
  • non poter contare su reti di relazioni efficaci in questo senso.

Il problema dell’accesso all’informazione è una costante rilevabile in molte delle fragilità osservabili nella nostra comunità. Ed è un problema la cui soluzione richiede attività costruite con la persona (su misura) e che in generale tengano conto della complessità del quadro dei bisogni del mondo di oggi.

Le politiche di welfare hanno una buona efficacia quando prendono forma in ecosistemi efficienti. Questi contesti hanno una scala territoriale i cui prendono forma reti e connessioni tra soggetti e organizzazioni con funzioni, competenze e risorse differenti e tutte ugualmente necessarie nell’agevolare la partecipazione e il coinvolgimento delle persone più fragili. Le politiche di inclusone raggiungono i target e le persone con relativa mancanza di capabiLity solo se agiscono su sistemi di relazioni basate sulla fiducia, superando la distanza tra cittadino e istituzione. In questa ottica il terzo settore resta una risorsa di straordinario valore.

IO MI RIATTIVO è un progetto di ascolto e di counseling individuale che prova a dare una risposta a queste criticità.

Il progetto consiste nella creazione e nell’animazione di spazi di ascolto all’interno delle associazioni e delle organizzazioni del territorio che aggregano persone e costruiscono relazioni.

Svolge attivita di ascolto, rileva i bisogni espressi dall’utente e svolge una prima attivita attivita di counseling, tenendo conto del contesto sociale dell’utente, della situazione personale e delle opportunità offerte dal territorio.

All’ascolto segue l’accompagnamento della persona alle misure di welfare e il coinvolgimento di Agenzie per il lavoro e enti di formazione pubbliche e private accreditate che operano nell’ambito delle politiche per il lavoro e la formazione.

Queste attività sono totalmente gratuite per le persone che ne usufruiscono e per le associazioni che partecipano al progetto mettendo a disposizioni i propri spazi.

Agisce incrociando le opportunità con i bisogni delle persone coinvolte raccolte durante i colloqui individuali.

Si basa sulla disponibilità di esperti e professionisti del settore delle politiche attive e dell’orientamento al lavoro e alla formazione ed è gratuito per le persone che usufruiscono del servizio.

L’attività dello sportello ha una durata di 6 mesi e prevede 8 ore di attività settimanale.

Le attività degli sportelli sono rivolte a persone che hanno bisogno di inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro e non hanno le informazioni o le conoscenze del contesto sufficienti a renderli autonomi nel percorso. L’attività di sportello si rivolge ad un target in condizione di particolare svantaggio e fragilità, che spesso non è a conoscenza delle opportunità cui può accedere o non ha gli strumenti e le capacità per accedervi, o è scarsamente integrato nel contesto in cui vive per cui non ne conosce le dinamiche e le risorse potenziali.

L’attività è coordinata e gestita da un team di professionisti delle politiche attive e delle HR, che fa capo a Milano Positiva e a C21 (Centro per la ricerca sull’innovazione economica e sociale). Fanno parte del team che gestisce il progetto stakeholder del territorio, mediatori culturali, membri attivi delle associazioni  e broker capaci di agevolare la diffusone del progetto sul territorio, e professionisti del sociale.

Le associazioni partner mettono a disposizione spazi per ospitare le attivita di sportello.

Milano positivo e C21 svolgono il ruolo di coordinamento delle attività del progetto, la gestione dello sportello, l’animazione della rete sul territorio, il coinvolgimento dei partner l’accompagnamento e il monitoraggio del livello di soddisfazione dell’utente, una prima valutazione dell’impatto delle attività.

Il primo obiettivo consiste nel creare uno spazio per diffondere informazioni puntuali e dettagliate rispetto alle opportunità di inserimento lavorativo e di percorsi formativi sul territorio

L’attivita di sportello e di counseling consente di fornire risposte alle utenze in stato di maggior fragilità e di fatto escluse dalle misure di welfare, agevolando l’accesso alle opportunità attraverso relazioni di reciprocità e di scambio tra l’utenza, le associazioni del territorio e chi eroga i servizi al lavoro

Un secondo obiettivo consiste nel favorire la costruzioni di ecosistemi per il lavoro in grado di valorizzare la presenza di associazioni e stakeholder che operano sul territorio, sviluppando reti e network capaci di costruire azioni efficaci di contrasto alla povertà e alla disuguaglianza e percorsi di cittadinanza attiva.

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